Il Fotovoltaico: una grande risorsa che potrebbe contribuire significativamente agli obiettivi nazionali sulla riduzione delle emissioni

In Italia, dopo un lungo periodo di stagnazione, il mercato del solare grazie al “conto energia” sta crescendo a ritmi importanti ma ancora poca cosa rispetto al resto d’Europa: per il 2007 gli impianti previsti in costruzione sono 3866 per un totale di 112MW.

Gli impianti fotovoltaici sorti sul territorio nazionale negli ultimi trent’anni sommano circa 40MW di potenza installata rispetto ai 837 installati in Germania nel solo 2005. Fino ad oggi in Italia è mancata una politica di incentivi mirata allo sviluppo di un mercato che nel mondo, dal 2001 ad oggi, è cresciuto in media di oltre il 25% per anno.

Secondo un recente studio dell’International Energy Agency-Photovoltaic Power Systems Programme, in Italia è stata stimata un’area di tetti potenzialmente disponibile per l’inserimento di pannelli fotovoltaici pari a 763,53km2 (410km2 per gli edifici residenziali e, il restante, in edifici agricoli, industriali e commerciali) e un’area per le facciate pari a 286,32km2. La produzione potenziale da fotovoltaico, nel caso di idoneità di tutta l’area presa in considerazione dallo studio IEA, sarebbe così pari a circa 126 TWh/anno, vale a dire che potrebbe coprire il 45% dei consumi elettrici nazionali.

Anche gli impianti a terra maggiori di 20 kW, soprattutto quelli finalizzati all’autoconsumo o a un consumo a breve distanza, potrebbero avere un ruolo cruciale per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia, perché costituirebbero una massa critica trainante per il settore, favorendo nel contempo l’abbattimento dei prezzi.

Si pensi a tutte le aree agricole o terreni con scarso valore paesaggistico: un impianto solare non ha un impatto visivo diverso da una serra. In Germania il 30% degli impianti sono stati commissionati dal settore agricolo e sono oggi incentivati allo stesso modo di quelli su tetto, purché a servizio dell’utenza.

Il nuovo “conto energia”, in discussione in questi giorni dal Governo, dovrà quindi avere delle tariffe tali da rendere remunerativo l’investimento nel fotovoltaico sia sugli edifici che a terra. Tale tariffa per essere remunerativa nel centro/nord Italia, non dovrebbe essere inferiore ai 40 centesimi di euro per kW/h prodotto, per consentire un ritorno dell’investimento in un periodo inferiore ai 15 anni.

Recuperare il tempo perduto in materia di energie rinnovabile da fonte solare è oggi realisticamente possibile adottando i sistemi di incentivazione che dovrebbero integrarsi ad altri possibili incentivi in conto capitale da destinarsi a livello locale, fino a un massimo del 20% così come previsto dal conto energia. È importante porsi obiettivi più ambiziosi di quelli dichiarati dal Governo, almeno 10.000 MW installati per il 2015, e semplificare la burocrazia per le autorizzazioni.

Il direttivo di Assosolare


Note Editoriali

Nata nell’ottobre del 2006, Assosolare, Associazione dell’Industria Solare Fotovoltaica, raggruppa i maggiori operatori del mercato fotovoltaico italiano. Assosolare è membro di Confindustria Energia ed è riconosciuta a livello istituzionale quale controparte nel confronto per tutti i provvedimenti in fase di emanazione.
L’Associazione fa parte del CNES, Commissione Nazionale per l’Energia Solare Fotovoltaica, è attiva in tutti i suoi gruppi di lavoro e coordina il “Gruppo Impresa”.

 

Per informazioni:
ufficio stampa Assosolare: Lucia Navone
tel. 02/70107328 – mob. 348/3151022 – stampa@assosolare.org

 

Scarica il comunicato